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Socialismo anni 20 moda

Martedì 18-09-2018

Altri eventi

20:30

Sala Arcangelo Corelli

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Lunedì 24-09-2018

Altri eventi

17:30

 

Lunedì 01-10-2018

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Sala Arcangelo Corelli

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Giovedì 04-10-2018

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Lunedì 08-10-2018

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Sabato 13-10-2018

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Sala Arcangelo Corelli

 

Lunedì 15-10-2018

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Martedì 23-10-2018

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Sabato 27-10-2018

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Teatro Alighieri

Ingresso libero

Lunedì 29-10-2018

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Teatro Alighieri

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Martedì 30-10-2018

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21:00

Teatro Alighieri

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Mercoledì 31-10-2018

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Teatro Alighieri

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Giovedì 01-11-2018

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Teatro Alighieri

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Domenica 04-11-2018

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Sala Arcangelo Corelli

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Martedì 06-11-2018

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Sala Arcangelo Corelli

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Venerdì 09-11-2018

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Domenica 11-11-2018

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Martedì 13-11-2018

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Domenica 18-11-2018

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Giovedì 22-11-2018

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Venerdì 23-11-2018

TRILOGIA D'AUTUNNO 2018
Nabucco

dramma lirico in quattro parti
libretto di Temistocle Solera
dal dramma Nabuchodonosor di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu
e dal ballo Nabuccodonosor di Antonio Cortesi  

musica di Giuseppe Verdi
(Casa Ricordi, Milano)

Nabucco Serban Vasile
Ismaele Riccardo Rados
Zaccaria Evgeny Stavinski
Abigaille Alessandra Gioia
Fenena Lucyna Jarząbek
Abdallo Giacomo Leone
Anna Renata Campanella
Il Gran Sacerdote di Belo Ion Stancu

direttore Pietro Borgonovo
regia e ideazione scenica
Cristina Mazzavillani Muti
light design
Vincent Longuemare
visual designer Davide Broccoli
consulente per le immagini
Paolo Miccichè
sound designer
Alessandro Baldessari
costumi
Alessandro Lai

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
maestro del coro
Martino Faggiani
altro maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina

“DanzActori” Trilogia d’autunno
direttore di scena Luigi Barilone

maestri di sala Alessandro Benigni, Davide Cavalli
realizzazione scene
Laboratorio del Teatro Alighieri
costumi Tirelli Costumi Roma  calzature Pompei Roma

                                                                          
 

scheda dello spettacolo

left1 Una nuova maratona lirica: tre titoli che si susseguono una sera dopo l’altra sullo stesso palcoscenico, ritmi serrati e un laboratorio che gioca sul filo dell’invenzione e della creatività, intrecciando giovani talenti e moderne tecnologie. È la trilogia d’autunno, che ancora una volta sceglie di indagare il genio di Giuseppe Verdi, trasformando il palcoscenico dell’Alighieri in una vera e propria “fabbrica dell’opera”, capace di dare corpo e voce a tre diversi momenti del suo percorso artistico. A una produzione inedita si affianca la rilettura di lavori già presentati (dal “repertorio” che la formula autunnale già può vantare): muovendo dall’afflato biblico e corale che domina il Nabucco, alla luce che scaturisce dal buio esaltando l’anima di Rigoletto, fino al drammatico contrasto cromatico che unisce/separa Otello e Desdemona. Non poteva che essere Nabucco ad aprire la Trilogia destinata a ripercorrere la straordinaria parabola creativa di Verdi. L’opera con cui, nel 1841, egli riesce a risorgere dalle avversità del destino e a riprendere in mano la propria vita, di uomo e di musicista, e in cui la dimensione biblica e profetica sfocia in un affresco corale capace di assorbire e sussumere in sé le singole individualità, verso un’ideale unione dei popoli. È in quella partitura che si gettano le basi del successo irresistibile di Rigoletto, primo tassello nel 1851 del trittico “popolare”, e tra tutte l’opera prediletta dall’autore, per la definizione viva del protagonista in un quadro di perfetta unità drammatica. E, in fondo, anche dell’estremo rinnovamento che in Otello (1887) germoglierà dal verbo shakesperiano, approdo inevitabile della “parola scenica” verdiana. ]]>

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20:30

Teatro Alighieri

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Sabato 24-11-2018

Stagione d'opera - Dialogo a cura di Guido Barbieri
RAGION DI STATO E RAGIONE D'AMORE
Il conflitto tra individuo e potere nel teatro musicale di Giuseppe Verdi

left1Si rinnova anche quest’anno lo speciale ciclo di conversazioni che accompagna - e in parte incrocia - le rotte della Stagione del Teatro Alighieri, proponendo un percorso tematico in grado di inserire le opere in programma nel contesto di una riflessione al contempo unitaria, organica e di grande respiro. A svelare, incontro dopo incontro, i segreti del rapporto fra La musica e il potere sarà Guido Barbieri, che ritorna al timone e invita il pubblico ad attraversare secoli di teatro musicale, visitare i luoghi che ne hanno fatto la storia, ripercorrere pagine indimenticabili. Tutti gli appuntamenti, sempre a ingresso libero e sempre il sabato mattina, sono ospitati dalla Biblioteca Classense, con la sola eccezione del dialogo che incontra la Trilogia d’Autunno sabato 24 novembre, alla Sala Corelli del Teatro Alighieri. Con la presenza e la guida di Barbieri - musicologo, divulgatore, docente di Storia della Musica - e la prestigiosa cornice della Sala Muratori della Biblioteca Classense, uno dei luoghi attivamente protagonisti della vita culturale della città di Ravenna, si ripropone la combinazione che già l’anno scorso è stata salutata dall’ampia e costante partecipazione del pubblico. > Sabato 24 novembre ore 10.30 - Teatro Alighieri, Sala Arcangelo Corelli
Ragion di stato e ragione d’amore. Il conflitto tra individuo e potere nel teatro musicale di Giuseppe Verdi> Sabato 15 dicembre ore 10.30 - Biblioteca Classense, Sala Muratori
Il primo colpo di fucile nella lotta di liberazione del suono. 
La musica si ribella contro l’oppressione del potere
> Sabato 12 gennaio ore 10.30 - Biblioteca Classense, Sala MuratoriCantare con una sola voce. La scrittura musicale come strumento di potere tra Medio Evo e Rinascimento
> Sabato 2 febbraio ore 10.30 - Biblioteca Classense, Sala MuratoriSe vuol ballare signor contino. La microfisica del potere nel teatro musicale di Mozart, Gounod e Giordano
> Sabato 16 febbraio ore 10.30 - Biblioteca Classense, Sala MuratoriLa bandiera si ammaina sul palazzo del Principe. L’antinomia tra potere e libertà nell’itinerario musicale di Franz Joseph Haydn e di Ludwig van Beethoven
Info. 0544 249244 - Ingresso libero]]>

Altri eventi

10:30

Sala Arcangelo Corelli

 

Sabato 24-11-2018

TRILOGIA D'AUTUNNO 2018
Rigoletto

melodramma in tre atti
libretto di Francesco Maria Piave
dal dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo

musica di Giuseppe Verdi
(Casa Ricordi, Milano)

Il Duca di Mantova Giordano Lucà
Rigoletto, suo buffone di corte Francesco Landolfi
Gilda, di lui figlia Venera Protasova
Sparafucile, bravo Antonio Di Matteo
Maddalena, sua sorella Daniela Pini
Giovanna, custode di Gilda Cecilia Bernini
Il Conte di Monterone Giulio Boschetti
Marullo, cavaliere Paolo Gatti
Matteo Borsa, cortigiano Giacomo Leone
Conte di Ceprano Adriano Di Bella
La Contessa, sua sposa Giulia Mattarella
Paggio della Duchessa Vittoria Magnarello

direttore Hossein Pishkar
regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti
light design
Vincent Longuemare
visual designer Paolo Miccichè
video programmer
Davide Broccoli
costumi
Alessandro Lai

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
maestro del coro
Martino Faggiani
altro maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina

“DanzActori” Trilogia d’autunno
direttore di scena Luigi Barilone

maestri di sala Alessandro Benigni, Davide Cavalli
realizzazione scene
Laboratorio del Teatro Alighieri
costumi Tirelli Costumi Roma  calzature Pompei Roma

 

scheda dello spettacolo

left1 Una nuova maratona lirica: tre titoli che si susseguono una sera dopo l’altra sullo stesso palcoscenico, ritmi serrati e un laboratorio che gioca sul filo dell’invenzione e della creatività, intrecciando giovani talenti e moderne tecnologie. È la trilogia d’autunno, che ancora una volta sceglie di indagare il genio di Giuseppe Verdi, trasformando il palcoscenico dell’Alighieri in una vera e propria “fabbrica dell’opera”, capace di dare corpo e voce a tre diversi momenti del suo percorso artistico. A una produzione inedita si affianca la rilettura di lavori già presentati (dal “repertorio” che la formula autunnale già può vantare): muovendo dall’afflato biblico e corale che domina il Nabucco, alla luce che scaturisce dal buio esaltando l’anima di Rigoletto, fino al drammatico contrasto cromatico che unisce/separa Otello e Desdemona. Non poteva che essere Nabucco ad aprire la Trilogia destinata a ripercorrere la straordinaria parabola creativa di Verdi. L’opera con cui, nel 1841, egli riesce a risorgere dalle avversità del destino e a riprendere in mano la propria vita, di uomo e di musicista, e in cui la dimensione biblica e profetica sfocia in un affresco corale capace di assorbire e sussumere in sé le singole individualità, verso un’ideale unione dei popoli. È in quella partitura che si gettano le basi del successo irresistibile di Rigoletto, primo tassello nel 1851 del trittico “popolare”, e tra tutte l’opera prediletta dall’autore, per la definizione viva del protagonista in un quadro di perfetta unità drammatica. E, in fondo, anche dell’estremo rinnovamento che in Otello (1887) germoglierà dal verbo shakesperiano, approdo inevitabile della “parola scenica” verdiana. ]]>

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20:30

Teatro Alighieri

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Domenica 25-11-2018

Altri eventi

11:00

Sala Arcangelo Corelli

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Domenica 25-11-2018

TRILOGIA D'AUTUNNO 2018
Otello

dramma lirico in quattro atti
libretto di Arrigo Boito dalla tragedia Othello di William Shakespeare

musica di Giuseppe Verdi
(Casa Ricordi, Milano)

Otello Mikheil Sheshaberidze
Jago Luca Micheletti
Cassio Giuseppe Tommaso
Roderigo Giacomo Leone
Lodovico Ion Stancu
Montano Paolo Gatti
Un araldo (da definire)
Desdemona Elisa Balbo
Emilia Antonella Carpenito

direttore Nicola Paszkowski
regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti
light design Vincent Longuemare
costumi
Alessandro Lai

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
maestro del coro
Martino Faggiani
altro maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina

Coro di Voci Bianche Ludus Vocalis
maestro del coro
Elisabetta Agostini

“DanzActori” Trilogia d’autunno
direttore di scena Luigi Barilone

maestri di sala Alessandro Benigni, Davide Cavalli
realizzazione scene
Laboratorio del Teatro Alighieri
costumi Tirelli Costumi Roma  calzature Pompei Roma

 

scheda dello spettacolo

left1 Una nuova maratona lirica: tre titoli che si susseguono una sera dopo l’altra sullo stesso palcoscenico, ritmi serrati e un laboratorio che gioca sul filo dell’invenzione e della creatività, intrecciando giovani talenti e moderne tecnologie. È la trilogia d’autunno, che ancora una volta sceglie di indagare il genio di Giuseppe Verdi, trasformando il palcoscenico dell’Alighieri in una vera e propria “fabbrica dell’opera”, capace di dare corpo e voce a tre diversi momenti del suo percorso artistico. A una produzione inedita si affianca la rilettura di lavori già presentati (dal “repertorio” che la formula autunnale già può vantare): muovendo dall’afflato biblico e corale che domina il Nabucco, alla luce che scaturisce dal buio esaltando l’anima di Rigoletto, fino al drammatico contrasto cromatico che unisce/separa Otello e Desdemona. Non poteva che essere Nabucco ad aprire la Trilogia destinata a ripercorrere la straordinaria parabola creativa di Verdi. L’opera con cui, nel 1841, egli riesce a risorgere dalle avversità del destino e a riprendere in mano la propria vita, di uomo e di musicista, e in cui la dimensione biblica e profetica sfocia in un affresco corale capace di assorbire e sussumere in sé le singole individualità, verso un’ideale unione dei popoli. È in quella partitura che si gettano le basi del successo irresistibile di Rigoletto, primo tassello nel 1851 del trittico “popolare”, e tra tutte l’opera prediletta dall’autore, per la definizione viva del protagonista in un quadro di perfetta unità drammatica. E, in fondo, anche dell’estremo rinnovamento che in Otello (1887) germoglierà dal verbo shakesperiano, approdo inevitabile della “parola scenica” verdiana. ]]>

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Martedì 27-11-2018

TRILOGIA D'AUTUNNO 2018
Nabucco

dramma lirico in quattro parti
libretto di Temistocle Solera
dal dramma Nabuchodonosor di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu
e dal ballo Nabuccodonosor di Antonio Cortesi  

musica di Giuseppe Verdi
(Casa Ricordi, Milano)

Nabucco Serban Vasile
Ismaele Riccardo Rados
Zaccaria Evgeny Stavinski
Abigaille Alessandra Gioia
Fenena Lucyna Jarząbek
Abdallo Giacomo Leone
Anna Renata Campanella
Il Gran Sacerdote di Belo Ion Stancu

direttore Pietro Borgonovo
regia e ideazione scenica
Cristina Mazzavillani Muti
light design
Vincent Longuemare
visual designer Davide Broccoli
consulente per le immagini
Paolo Miccichè
sound designer
Alessandro Baldessari
costumi
Alessandro Lai

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
maestro del coro
Martino Faggiani
altro maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina

“DanzActori” Trilogia d’autunno
direttore di scena Luigi Barilone

maestri di sala Alessandro Benigni, Davide Cavalli
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Laboratorio del Teatro Alighieri
costumi Tirelli Costumi Roma  calzature Pompei Roma

                                                                          
 

scheda dello spettacolo

left1 Una nuova maratona lirica: tre titoli che si susseguono una sera dopo l’altra sullo stesso palcoscenico, ritmi serrati e un laboratorio che gioca sul filo dell’invenzione e della creatività, intrecciando giovani talenti e moderne tecnologie. È la trilogia d’autunno, che ancora una volta sceglie di indagare il genio di Giuseppe Verdi, trasformando il palcoscenico dell’Alighieri in una vera e propria “fabbrica dell’opera”, capace di dare corpo e voce a tre diversi momenti del suo percorso artistico. A una produzione inedita si affianca la rilettura di lavori già presentati (dal “repertorio” che la formula autunnale già può vantare): muovendo dall’afflato biblico e corale che domina il Nabucco, alla luce che scaturisce dal buio esaltando l’anima di Rigoletto, fino al drammatico contrasto cromatico che unisce/separa Otello e Desdemona. Non poteva che essere Nabucco ad aprire la Trilogia destinata a ripercorrere la straordinaria parabola creativa di Verdi. L’opera con cui, nel 1841, egli riesce a risorgere dalle avversità del destino e a riprendere in mano la propria vita, di uomo e di musicista, e in cui la dimensione biblica e profetica sfocia in un affresco corale capace di assorbire e sussumere in sé le singole individualità, verso un’ideale unione dei popoli. È in quella partitura che si gettano le basi del successo irresistibile di Rigoletto, primo tassello nel 1851 del trittico “popolare”, e tra tutte l’opera prediletta dall’autore, per la definizione viva del protagonista in un quadro di perfetta unità drammatica. E, in fondo, anche dell’estremo rinnovamento che in Otello (1887) germoglierà dal verbo shakesperiano, approdo inevitabile della “parola scenica” verdiana. ]]>

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Mercoledì 28-11-2018

TRILOGIA D'AUTUNNO 2018
Rigoletto

melodramma in tre atti
libretto di Francesco Maria Piave
dal dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo

musica di Giuseppe Verdi
(Casa Ricordi, Milano)

Il Duca di Mantova Giordano Lucà
Rigoletto, suo buffone di corte Francesco Landolfi
Gilda, di lui figlia Venera Protasova
Sparafucile, bravo Antonio Di Matteo
Maddalena, sua sorella Daniela Pini
Giovanna, custode di Gilda Cecilia Bernini
Il Conte di Monterone Giulio Boschetti
Marullo, cavaliere Paolo Gatti
Matteo Borsa, cortigiano Giacomo Leone
Conte di Ceprano Adriano Di Bella
La Contessa, sua sposa Giulia Mattarella
Paggio della Duchessa Vittoria Magnarello

direttore Hossein Pishkar
regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti
light design
Vincent Longuemare
visual designer Paolo Miccichè
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Davide Broccoli
costumi
Alessandro Lai

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
maestro del coro
Martino Faggiani
altro maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina

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maestri di sala Alessandro Benigni, Davide Cavalli
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left1 Una nuova maratona lirica: tre titoli che si susseguono una sera dopo l’altra sullo stesso palcoscenico, ritmi serrati e un laboratorio che gioca sul filo dell’invenzione e della creatività, intrecciando giovani talenti e moderne tecnologie. È la trilogia d’autunno, che ancora una volta sceglie di indagare il genio di Giuseppe Verdi, trasformando il palcoscenico dell’Alighieri in una vera e propria “fabbrica dell’opera”, capace di dare corpo e voce a tre diversi momenti del suo percorso artistico. A una produzione inedita si affianca la rilettura di lavori già presentati (dal “repertorio” che la formula autunnale già può vantare): muovendo dall’afflato biblico e corale che domina il Nabucco, alla luce che scaturisce dal buio esaltando l’anima di Rigoletto, fino al drammatico contrasto cromatico che unisce/separa Otello e Desdemona. Non poteva che essere Nabucco ad aprire la Trilogia destinata a ripercorrere la straordinaria parabola creativa di Verdi. L’opera con cui, nel 1841, egli riesce a risorgere dalle avversità del destino e a riprendere in mano la propria vita, di uomo e di musicista, e in cui la dimensione biblica e profetica sfocia in un affresco corale capace di assorbire e sussumere in sé le singole individualità, verso un’ideale unione dei popoli. È in quella partitura che si gettano le basi del successo irresistibile di Rigoletto, primo tassello nel 1851 del trittico “popolare”, e tra tutte l’opera prediletta dall’autore, per la definizione viva del protagonista in un quadro di perfetta unità drammatica. E, in fondo, anche dell’estremo rinnovamento che in Otello (1887) germoglierà dal verbo shakesperiano, approdo inevitabile della “parola scenica” verdiana. ]]>

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Giovedì 29-11-2018

TRILOGIA D'AUTUNNO 2018
Otello

dramma lirico in quattro atti
libretto di Arrigo Boito dalla tragedia Othello di William Shakespeare

musica di Giuseppe Verdi
(Casa Ricordi, Milano)

Otello Mikheil Sheshaberidze
Jago Luca Micheletti
Cassio Giuseppe Tommaso
Roderigo Giacomo Leone
Lodovico Ion Stancu
Montano Paolo Gatti
Un araldo (da definire)
Desdemona Elisa Balbo
Emilia Antonella Carpenito

direttore Nicola Paszkowski
regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti
light design Vincent Longuemare
costumi
Alessandro Lai

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
maestro del coro
Martino Faggiani
altro maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina

Coro di Voci Bianche Ludus Vocalis
maestro del coro
Elisabetta Agostini

“DanzActori” Trilogia d’autunno
direttore di scena Luigi Barilone

maestri di sala Alessandro Benigni, Davide Cavalli
realizzazione scene
Laboratorio del Teatro Alighieri
costumi Tirelli Costumi Roma  calzature Pompei Roma

 

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left1 Una nuova maratona lirica: tre titoli che si susseguono una sera dopo l’altra sullo stesso palcoscenico, ritmi serrati e un laboratorio che gioca sul filo dell’invenzione e della creatività, intrecciando giovani talenti e moderne tecnologie. È la trilogia d’autunno, che ancora una volta sceglie di indagare il genio di Giuseppe Verdi, trasformando il palcoscenico dell’Alighieri in una vera e propria “fabbrica dell’opera”, capace di dare corpo e voce a tre diversi momenti del suo percorso artistico. A una produzione inedita si affianca la rilettura di lavori già presentati (dal “repertorio” che la formula autunnale già può vantare): muovendo dall’afflato biblico e corale che domina il Nabucco, alla luce che scaturisce dal buio esaltando l’anima di Rigoletto, fino al drammatico contrasto cromatico che unisce/separa Otello e Desdemona. Non poteva che essere Nabucco ad aprire la Trilogia destinata a ripercorrere la straordinaria parabola creativa di Verdi. L’opera con cui, nel 1841, egli riesce a risorgere dalle avversità del destino e a riprendere in mano la propria vita, di uomo e di musicista, e in cui la dimensione biblica e profetica sfocia in un affresco corale capace di assorbire e sussumere in sé le singole individualità, verso un’ideale unione dei popoli. È in quella partitura che si gettano le basi del successo irresistibile di Rigoletto, primo tassello nel 1851 del trittico “popolare”, e tra tutte l’opera prediletta dall’autore, per la definizione viva del protagonista in un quadro di perfetta unità drammatica. E, in fondo, anche dell’estremo rinnovamento che in Otello (1887) germoglierà dal verbo shakesperiano, approdo inevitabile della “parola scenica” verdiana. ]]>

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Venerdì 30-11-2018

TRILOGIA D'AUTUNNO 2018
Nabucco

dramma lirico in quattro parti
libretto di Temistocle Solera
dal dramma Nabuchodonosor di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu
e dal ballo Nabuccodonosor di Antonio Cortesi  

musica di Giuseppe Verdi
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Nabucco Serban Vasile
Ismaele Riccardo Rados
Zaccaria Evgeny Stavinski
Abigaille Alessandra Gioia
Fenena Lucyna Jarząbek
Abdallo Giacomo Leone
Anna Renata Campanella
Il Gran Sacerdote di Belo Ion Stancu

direttore Pietro Borgonovo
regia e ideazione scenica
Cristina Mazzavillani Muti
light design
Vincent Longuemare
visual designer Davide Broccoli
consulente per le immagini
Paolo Miccichè
sound designer
Alessandro Baldessari
costumi
Alessandro Lai

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
maestro del coro
Martino Faggiani
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Sabato 01-12-2018

TRILOGIA D'AUTUNNO 2018
Rigoletto

melodramma in tre atti
libretto di Francesco Maria Piave
dal dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo

musica di Giuseppe Verdi
(Casa Ricordi, Milano)

Il Duca di Mantova Giordano Lucà
Rigoletto, suo buffone di corte Francesco Landolfi
Gilda, di lui figlia Venera Protasova
Sparafucile, bravo Antonio Di Matteo
Maddalena, sua sorella Daniela Pini
Giovanna, custode di Gilda Cecilia Bernini
Il Conte di Monterone Giulio Boschetti
Marullo, cavaliere Paolo Gatti
Matteo Borsa, cortigiano Giacomo Leone
Conte di Ceprano Adriano Di Bella
La Contessa, sua sposa Giulia Mattarella
Paggio della Duchessa Vittoria Magnarello

direttore Hossein Pishkar
regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti
light design
Vincent Longuemare
visual designer Paolo Miccichè
video programmer
Davide Broccoli
costumi
Alessandro Lai

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
maestro del coro
Martino Faggiani
altro maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina

“DanzActori” Trilogia d’autunno
direttore di scena Luigi Barilone

maestri di sala Alessandro Benigni, Davide Cavalli
realizzazione scene
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costumi Tirelli Costumi Roma  calzature Pompei Roma

 

scheda dello spettacolo

left1 Una nuova maratona lirica: tre titoli che si susseguono una sera dopo l’altra sullo stesso palcoscenico, ritmi serrati e un laboratorio che gioca sul filo dell’invenzione e della creatività, intrecciando giovani talenti e moderne tecnologie. È la trilogia d’autunno, che ancora una volta sceglie di indagare il genio di Giuseppe Verdi, trasformando il palcoscenico dell’Alighieri in una vera e propria “fabbrica dell’opera”, capace di dare corpo e voce a tre diversi momenti del suo percorso artistico. A una produzione inedita si affianca la rilettura di lavori già presentati (dal “repertorio” che la formula autunnale già può vantare): muovendo dall’afflato biblico e corale che domina il Nabucco, alla luce che scaturisce dal buio esaltando l’anima di Rigoletto, fino al drammatico contrasto cromatico che unisce/separa Otello e Desdemona. Non poteva che essere Nabucco ad aprire la Trilogia destinata a ripercorrere la straordinaria parabola creativa di Verdi. L’opera con cui, nel 1841, egli riesce a risorgere dalle avversità del destino e a riprendere in mano la propria vita, di uomo e di musicista, e in cui la dimensione biblica e profetica sfocia in un affresco corale capace di assorbire e sussumere in sé le singole individualità, verso un’ideale unione dei popoli. È in quella partitura che si gettano le basi del successo irresistibile di Rigoletto, primo tassello nel 1851 del trittico “popolare”, e tra tutte l’opera prediletta dall’autore, per la definizione viva del protagonista in un quadro di perfetta unità drammatica. E, in fondo, anche dell’estremo rinnovamento che in Otello (1887) germoglierà dal verbo shakesperiano, approdo inevitabile della “parola scenica” verdiana. ]]>

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Domenica 02-12-2018

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Domenica 02-12-2018

TRILOGIA D'AUTUNNO 2018
Otello

dramma lirico in quattro atti
libretto di Arrigo Boito dalla tragedia Othello di William Shakespeare

musica di Giuseppe Verdi
(Casa Ricordi, Milano)

Otello Mikheil Sheshaberidze
Jago Luca Micheletti
Cassio Giuseppe Tommaso
Roderigo Giacomo Leone
Lodovico Ion Stancu
Montano Paolo Gatti
Un araldo (da definire)
Desdemona Elisa Balbo
Emilia Antonella Carpenito

direttore Nicola Paszkowski
regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti
light design Vincent Longuemare
costumi
Alessandro Lai

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
maestro del coro
Martino Faggiani
altro maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina

Coro di Voci Bianche Ludus Vocalis
maestro del coro
Elisabetta Agostini

“DanzActori” Trilogia d’autunno
direttore di scena Luigi Barilone

maestri di sala Alessandro Benigni, Davide Cavalli
realizzazione scene
Laboratorio del Teatro Alighieri
costumi Tirelli Costumi Roma  calzature Pompei Roma

 

scheda dello spettacolo

left1 Una nuova maratona lirica: tre titoli che si susseguono una sera dopo l’altra sullo stesso palcoscenico, ritmi serrati e un laboratorio che gioca sul filo dell’invenzione e della creatività, intrecciando giovani talenti e moderne tecnologie. È la trilogia d’autunno, che ancora una volta sceglie di indagare il genio di Giuseppe Verdi, trasformando il palcoscenico dell’Alighieri in una vera e propria “fabbrica dell’opera”, capace di dare corpo e voce a tre diversi momenti del suo percorso artistico. A una produzione inedita si affianca la rilettura di lavori già presentati (dal “repertorio” che la formula autunnale già può vantare): muovendo dall’afflato biblico e corale che domina il Nabucco, alla luce che scaturisce dal buio esaltando l’anima di Rigoletto, fino al drammatico contrasto cromatico che unisce/separa Otello e Desdemona. Non poteva che essere Nabucco ad aprire la Trilogia destinata a ripercorrere la straordinaria parabola creativa di Verdi. L’opera con cui, nel 1841, egli riesce a risorgere dalle avversità del destino e a riprendere in mano la propria vita, di uomo e di musicista, e in cui la dimensione biblica e profetica sfocia in un affresco corale capace di assorbire e sussumere in sé le singole individualità, verso un’ideale unione dei popoli. È in quella partitura che si gettano le basi del successo irresistibile di Rigoletto, primo tassello nel 1851 del trittico “popolare”, e tra tutte l’opera prediletta dall’autore, per la definizione viva del protagonista in un quadro di perfetta unità drammatica. E, in fondo, anche dell’estremo rinnovamento che in Otello (1887) germoglierà dal verbo shakesperiano, approdo inevitabile della “parola scenica” verdiana. ]]>

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Sabato 15-12-2018

Stagione d'opera - Dialogo a cura di Guido Barbieri
IL PRIMO COLPO DI FUCILE NELLA LOTTA DI LIBERAZIONE DEL SUONO
La musica si ribella contro l'oppressione del potere

left1Si rinnova anche quest’anno lo speciale ciclo di conversazioni che accompagna - e in parte incrocia - le rotte della Stagione del Teatro Alighieri, proponendo un percorso tematico in grado di inserire le opere in programma nel contesto di una riflessione al contempo unitaria, organica e di grande respiro. A svelare, incontro dopo incontro, i segreti del rapporto fra La musica e il potere sarà Guido Barbieri, che ritorna al timone e invita il pubblico ad attraversare secoli di teatro musicale, visitare i luoghi che ne hanno fatto la storia, ripercorrere pagine indimenticabili. Tutti gli appuntamenti, sempre a ingresso libero e sempre il sabato mattina, sono ospitati dalla Biblioteca Classense, con la sola eccezione del dialogo che incontra la Trilogia d’Autunno sabato 24 novembre, alla Sala Corelli del Teatro Alighieri. Con la presenza e la guida di Barbieri - musicologo, divulgatore, docente di Storia della Musica - e la prestigiosa cornice della Sala Muratori della Biblioteca Classense, uno dei luoghi attivamente protagonisti della vita culturale della città di Ravenna, si ripropone la combinazione che già l’anno scorso è stata salutata dall’ampia e costante partecipazione del pubblico. > Sabato 24 novembre ore 10.30 - Teatro Alighieri, Sala Arcangelo Corelli
Ragion di stato e ragione d’amore. Il conflitto tra individuo e potere nel teatro musicale di Giuseppe Verdi> Sabato 15 dicembre ore 10.30 - Biblioteca Classense, Sala Muratori
Il primo colpo di fucile nella lotta di liberazione del suono. 
La musica si ribella contro l’oppressione del potere
> Sabato 12 gennaio ore 10.30 - Biblioteca Classense, Sala MuratoriCantare con una sola voce. La scrittura musicale come strumento di potere tra Medio Evo e Rinascimento
> Sabato 2 febbraio ore 10.30 - Biblioteca Classense, Sala MuratoriSe vuol ballare signor contino. La microfisica del potere nel teatro musicale di Mozart, Gounod e Giordano
> Sabato 16 febbraio ore 10.30 - Biblioteca Classense, Sala MuratoriLa bandiera si ammaina sul palazzo del Principe. L’antinomia tra potere e libertà nell’itinerario musicale di Franz Joseph Haydn e di Ludwig van Beethoven
Info. 0544 249244 - Ingresso libero]]>

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Stagione d'opera - Dialogo a cura di Guido Barbieri
CANTARE CON UNA SOLA VOCE.
La scrittura musicale come strumento di potere tra Medio Evo e Rinascimento

left1Si rinnova anche quest’anno lo speciale ciclo di conversazioni che accompagna - e in parte incrocia - le rotte della Stagione del Teatro Alighieri, proponendo un percorso tematico in grado di inserire le opere in programma nel contesto di una riflessione al contempo unitaria, organica e di grande respiro. A svelare, incontro dopo incontro, i segreti del rapporto fra La musica e il potere sarà Guido Barbieri, che ritorna al timone e invita il pubblico ad attraversare secoli di teatro musicale, visitare i luoghi che ne hanno fatto la storia, ripercorrere pagine indimenticabili. Tutti gli appuntamenti, sempre a ingresso libero e sempre il sabato mattina, sono ospitati dalla Biblioteca Classense, con la sola eccezione del dialogo che incontra la Trilogia d’Autunno sabato 24 novembre, alla Sala Corelli del Teatro Alighieri. Con la presenza e la guida di Barbieri - musicologo, divulgatore, docente di Storia della Musica - e la prestigiosa cornice della Sala Muratori della Biblioteca Classense, uno dei luoghi attivamente protagonisti della vita culturale della città di Ravenna, si ripropone la combinazione che già l’anno scorso è stata salutata dall’ampia e costante partecipazione del pubblico. > Sabato 24 novembre ore 10.30 - Teatro Alighieri, Sala Arcangelo Corelli
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La musica si ribella contro l’oppressione del potere
> Sabato 12 gennaio ore 10.30 - Biblioteca Classense, Sala MuratoriCantare con una sola voce. La scrittura musicale come strumento di potere tra Medio Evo e Rinascimento
> Sabato 2 febbraio ore 10.30 - Biblioteca Classense, Sala MuratoriSe vuol ballare signor contino. La microfisica del potere nel teatro musicale di Mozart, Gounod e Giordano
> Sabato 16 febbraio ore 10.30 - Biblioteca Classense, Sala MuratoriLa bandiera si ammaina sul palazzo del Principe. L’antinomia tra potere e libertà nell’itinerario musicale di Franz Joseph Haydn e di Ludwig van Beethoven
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Stagione d'opera - Dialogo a cura di Guido Barbieri
SE VUOI BALLARE SIGNOR CONTINO.
La microfisica del potere nel teatro musicale di Mozart, Gounod e Giordano

left1Si rinnova anche quest’anno lo speciale ciclo di conversazioni che accompagna - e in parte incrocia - le rotte della Stagione del Teatro Alighieri, proponendo un percorso tematico in grado di inserire le opere in programma nel contesto di una riflessione al contempo unitaria, organica e di grande respiro. A svelare, incontro dopo incontro, i segreti del rapporto fra La musica e il potere sarà Guido Barbieri, che ritorna al timone e invita il pubblico ad attraversare secoli di teatro musicale, visitare i luoghi che ne hanno fatto la storia, ripercorrere pagine indimenticabili. Tutti gli appuntamenti, sempre a ingresso libero e sempre il sabato mattina, sono ospitati dalla Biblioteca Classense, con la sola eccezione del dialogo che incontra la Trilogia d’Autunno sabato 24 novembre, alla Sala Corelli del Teatro Alighieri. Con la presenza e la guida di Barbieri - musicologo, divulgatore, docente di Storia della Musica - e la prestigiosa cornice della Sala Muratori della Biblioteca Classense, uno dei luoghi attivamente protagonisti della vita culturale della città di Ravenna, si ripropone la combinazione che già l’anno scorso è stata salutata dall’ampia e costante partecipazione del pubblico. > Sabato 24 novembre ore 10.30 - Teatro Alighieri, Sala Arcangelo Corelli
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> Sabato 2 febbraio ore 10.30 - Biblioteca Classense, Sala MuratoriSe vuol ballare signor contino. La microfisica del potere nel teatro musicale di Mozart, Gounod e Giordano
> Sabato 16 febbraio ore 10.30 - Biblioteca Classense, Sala MuratoriLa bandiera si ammaina sul palazzo del Principe. L’antinomia tra potere e libertà nell’itinerario musicale di Franz Joseph Haydn e di Ludwig van Beethoven
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Sabato 16-02-2019

Stagione d'opera - Dialogo a cura di Guido Barbieri
LA BANDIERA SI AMMAINA SUL PALAZZO DEL PRINCIPE.
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Ragion di stato e ragione d’amore. Il conflitto tra individuo e potere nel teatro musicale di Giuseppe Verdi> Sabato 15 dicembre ore 10.30 - Biblioteca Classense, Sala Muratori
Il primo colpo di fucile nella lotta di liberazione del suono. 
La musica si ribella contro l’oppressione del potere
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Stagione di Prosa
Koreja | Katër i radës

opera da camera
commissione la Biennale di Venezia
musica
Admir Shkurtaj
libretto
Alessandro Leogrande (dal romanzo-reportage Il naufragio)
regia
Salvatore Tramacere
direzione
Caterina Centofante
assistente alla regia
Emanuela Pisicchio
co-produzione
la Biennale di Venezia - Koreja                                                                                     

 

scheda dello spettacolo

left1 È il tentativo, attraverso un’opera in musica, di liberare l’universo umano di chi è andato incontro a una delle tante tragedie del Mediterraneo: quella di una piccola motovedetta albanese, stracarica di uomini, donne e bambini, affondata nel marzo del 1997 davanti alle coste italiane. Vi si affollano i sommersi e i salvati, chi è sopravvissuto e chi è scomparso, le loro voci, i loro pensieri, e soprattutto il loro viaggio verso il buio, pieno di grandi ansie e piccoli desideri, sogni e paure, digressioni, apparizioni, improvvise rammemorazioni. Il libretto è stato scritto da un giornalista d’inchiesta di rara intelligenza e sensibilità, Alessandro Leogrande, alla cui memoria la giornata sarà dedicata, anche attraverso un momento di riflessione critica. ]]>

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Sabato 27-04-2019

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